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Vediamo adesso come si disegnano nella coronarografia dal vero le temibili stenosi, ossia quei restringimenti del lume del vaso che sono spesso causa di dolore al petto o di infarto cardiaco. Utilizzerò i filmati di miei interventi coronarici per spiegare visivamente ciò che succede. Dal catetere il mezzo di contrasto dipinge un'arteria, quella che scende quasi verticale, l'importante arteria discendente anteriore, la quale ha un netto restringimento che quasi la occlude (1). Nel filmato seguente, effettuato dopo angioplastica del vaso, ecco che l'arteria ha riacquistato un aspetto normale: infatti non sono più visibili restringimenti del suo lume (2). (clicca sui numeri sotto per vedere le immagini)
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In questi filmati vedete un'altra arteria coronarica, detta arteria circonflessa sulla sinistra nello schermo - il cui lume ha un forte restringimento, ben visibile nel tratto che scende verticale (1).
Dopo l'impianto di uno stent in questo tratto, vedete (2) la completa assenza di restringimenti nella coronaria. (clicca sui numeri sotto per vedere le immagini)
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Nei prossimi filmati vedremo - utilizzando le immagini di un mio intervento un'angioplastica effettuata durante la fase acuta dell'infarto cardiaco, la cosiddetta "angioplastica primaria", che è oggi la terapia più avanzata e tempestiva dell'infarto. Nel primo film (1) si vede che un grosso tronco arterioso, l'arteria discendente anteriore, è occluso dopo l'emissione di alcuni rami secondari. Nel secondo film (2), osservate un sottile filo metallico, inserito nella coronaria attraverso un catetere appoggiato all'imbocco della stessa. Esso percorre l'arteria per tutta la sua lunghezza. Sulla guida di questo filo viene fatto scorrere un dispositivo di aspirazione, che "risucchia" i coaguli, - o trombi -, che hanno occluso l'arteria. Si vede questo dispositivo come un piccolo oggetto conico che va su e giù lungo il vaso. Nella terza immagine (3), ecco il risultato finale dell'operazione: l'arteria è stata riaperta ed il flusso di sangue al suo interno è pressochè normale. E' ancora visibile il filo guida, che verrà sfilato subito dopo. (clicca sui numeri sotto per vedere le immagini)
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Un altro caso di "angioplastica primaria". Anche qui vi è stata un'occlusione improvvisa, "acuta" diciamo noi medici, di un'importante arteria del cuore, l'arteria circonflessa. Si vede il primo tratto di questa arteria scendere quasi verticalmente - a sinistra nell'immagine - ed interrompersi bruscamente (1). Dopo l'angioplastica con palloncino e l'impianto di uno stent si vede (2) una lunga arteria ben canalizzata, in grado di provvedere nuovamente al compito vitale di rifornire di sangue, istante per istante, il muscolo cardiaco.(clicca sui numeri sotto per vedere le immagini)
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Ad essersi occlusa ora è la coronaria destra. Il primo filmato (1) mostra l'arteria interrotta poco dopo l'origine. Attraverso il coagulo che "tappa" la coronaria viene fatta passare una sottile guida, che serve da binario per portare un pallone da dilatazione nel punto preciso dell'occlusione. Dopo aver gonfiato e poi ritirato il pallone, l'arteria è riaperta (film numero 2), ma il suo lume è assai irregolare per un buon tratto, a valle del punto precedentemente occluso. Si impianta allora qui uno stent, ovvero un sottile cilindro formato da fili metallici intrecciati, che è in grado di ricostruire in modo ottimale il lume interno del vaso e riduce la probabilità di un nuovo restringimento nello stesso punto. Il film numero (3) fa vedere il pallone che - gonfiandosi - sta impiantando lo stent. Per ultimo, l'immagine finale della coronaria restituita alla sua integrità.Filmato (4) (clicca sui numeri sotto per vedere le immagini)
Nei prossimi filmati vi mostrerò immagini di by-pass. Si tratta di condotti venosi, quasi sempre segmenti di vena safena, che vengono collegati all'aorta da un lato e alle coronarie dall'altro, in modo da portare sangue a valle dei punti più ristretti, che ridurrebbero altrimenti il flusso sanguigno in maniera critica.
Anche i by-pass, purtroppo, possono andare incontro a quelle alterazioni che conducono ai restringimenti più marcati e - non raramente - all'occlusione. Nel primo filmato vedete disegnarsi un condotto che scende più o meno verticale ed ha un lume assai alterato nella parte iniziale: è un by-pass venoso diretto alla coronaria destra : la coronaria è visibile più in basso, con uno sviluppo orizzontale e diversi rami terminali. Nel punto ristretto della vena ho impiantato uno stent metallico: nel secondo filmato potete notare come il by-pass abbia riacquistato un lume molto più regolare. (clicca sui numeri sotto per vedere le immagini)
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Qui invece vedete un by-pass venoso che si è occluso completamente poco dopo l'origine, causando un infarto cardiaco (1). Ho eseguito qui un'angioplastica primaria", ossia un intervento di rapida riapertura del vaso. Dopo aver riaperto il by-pass con i palloncini adeguati, vi ho impiantato uno stent. Quello che vedete nel secondo filmato è il risultato finale dell'intervento: il by-pass anche in questo caso ha un decorso quasi verticale e si congiunge all'arteria coronarica destra, i cui rami terminali sono visibili in basso." (clicca sui numeri sotto per vedere le immagini)
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Nota: Per vedere i filmati è necessario avere installato Microsoft Windows Media ® Player.
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