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Cuore e poesia



  Il racconto di un paziente

 












 

 

 

 

 

 

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CUORE E POESIA

"Un amico che ho curato come medico l'anno scorso, ha tratto dalla sua esperienza queste due notevoli poesie, che condivido con i visitatori del sito"

 

 

RITORNO ALLA VITA

Mattina, ufficio, infarto.
Colleghi impauriti, soccorsi, ospedale,

Vita appesa ad un filo, a molti fili.....
Ma, l'attenzione alla mia persona di medici ed infermieri,
la forte vicinanza di famiglia, amici, colleghi, clienti,
mi fa sperimentare un senso di appartenenza
che mi richiama con forza alla vita!
Sono felice perché, sull'abisso del nulla, ancora una volta
ho incontrato
la Tua tenerezza, Signore....!


DESTINO

Lascerò i dolci affetti e gli operosi giorni
frutti maturi, spero, di una vita piena.
Ti ho scoperto, Signore, in mille volti:
negli incontri gioiosi con gli amici,
nelle pieghe del dolore di un malato,
nello sguardo smarrito di un anziano,
nella dignitosa povertà dell'immigrato,
nel sorriso splendente di un bambino.
Ma allora, nell'attimo eterno fra Tutto e Nulla,
all'alba di quel nuovo mattino,
grazia chiedo che fede non vacilli
per riconoscere il volto vero del Destino!

 Roberto Lazzaretti

  

UN PAZIENTE RACCONTA...

"Mio cuore tu stai soffrendo...", così cantavamo negli anni sessanta. Era un cuore che soffriva per amore e, si sa, l'amore fa bene al cuore. Chissà perché mi vengono in mente queste parole! Sarà forse perché da qualche giorno c'è qualcosa che non va: mi sento affaticato, per salire una rampa di scale devo fermarmi più volte e, al termine, ho il fiatone; poi, c'è quel fastidioso dolore al braccio sinistro e il senso di oppressione al petto. Cosa sarà mai? Devo incominciare a preoccuparmi? Ma no, sono solo un po' stanco. Troppi impegni, tante cose da fare e poco tempo per rilassarmi. Veramente non rammento qual è stata l'ultima volta che mi sono preso una vacanza. Ma come si fa ?!? Se lascio l'ufficio, c'è subito qualcuno che ne approfitta. Non posso permettermelo. E poi, in fin dei conti, non ho mai avuto niente, sono uno sportivo ed ho un fisico atletico. E non solo il fisico, anche il mio cuore è perfetto, preciso come un orologio svizzero, non ha mai perso un colpo. Proprio adesso si deve mettere a fare le bizze?!? Ahi, che fitta... questa volta è più forte delle altre, devo andare dal cardiologo. Già lo sento domandarmi: "Come sono i valori del colesterolo?... e dei trigliceridi? La glicemia è troppo alta...non va assolutamente bene. Bisogna, prima di tutto, seguire una dieta. Suvvia facciamo scendere quella pancetta!". Arriva, per ultima, la fatidica domanda: "Lei fuma?". Io annuisco timido e vergognoso. "D'ora in poi niente sigarette!" afferma il medico secco e categorico. Non ribatto, ma penso: "E adesso toglietemi tutto...anche una sigaretta. Cosa mi resta?"... Sento la voce del mio cuore:

 

"LA VITA, AMICO MIO, LA VITA! E...SCUSA SE E' POCO!".

 

Mi emoziono. Non avevo mai dato eccessiva importanza a ciò che sta dentro di me. Era lì da sempre e faceva il suo lavoro. Mi accorgo di essere stato un po' superficiale. Mi prende uno scoramento e senza volerlo una lacrima fa capolino. Il medico che è accanto a me se ne accorge e mi rincuora: "Su, non abbia paura, potrà vedere le sue arterie e il suo cuore. Sarà un viaggio bellissimo e io la guiderò". Inizia così il viaggio all'interno del mio cuore. Da questo momento sono in sala di emodinamica e mi sto sottoponendo ad una coronarografia. Non avrei mai immaginato di arrivare a questo, si pensa sempre che certe cose capitino solo agli altri. Invece......

Amelio Iannacci


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