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LA FIBRILLAZIONE ATRIALE 2

Come si cura la fibrillazione atriale?

Quando una persona è colta improvvisamente da palpitazioni cardiache assai rapide e fastidiose, con buona probabilità ha un attacco di fibrillazione atriale parossistica. Essa può essere riconosciuta solo effettuando un elettrocardiogramma immediato. La fibrillazione si interrompe spesso nel giro di poche ore. Se però la palpitazione persiste per ore, è necessario interromperla con la somministrazione di un farmaco antiaritmico appropriato per via endovenosa. La probabilità di successo di questo tipo di terapia è del 70 – 80% circa. Quando invece si desidera interrompere una fibrillazione atriale che dura da settimane o mesi, le terapia più spesso offerta è la cardioversione elettrica. Si tratta di una scossa elettrica a corrente continua che viene applicata al torace durante una lieve anestesia generale. Questa terapia ha un'efficacia un poco inferiore al 70%.

Una volta riconquistato il ritmo cardiaco normale (il ritmo sinusale), per mantenerlo viene quasi sempre prescritto un farmaco antiaritmico per un periodo di tempo variabile, spesso per sempre.

Un gruppo molto selezionato di pazienti ha subito una terapia chirurgica - operazione Maze, sviluppata in origine dal chirurgo Cox – che produce delle cicatrici negli atri del cuore, con lo scopo di impedire la formazione dei circuiti elettrici di fibrillazione. Questa chirurgia ha avuto discreti risultati, ma ha i rischi della chirurgia a cuore aperto e quindi non e' proponibile nella maggioranza dei casi. La terapia del futuro potrebbe essere l'ablazione transcatetere. Questa modalita' terapeutica ha gia' permesso di guarire molti casi di flutter atriale, un disturbo del ritmo analogo alla FA.

Si puo' guarire dalla fibrillazione atriale?

La fibrillazione atriale è una condizione assai resistente alle cure. Tende infatti a recidivare se non viene seguita una profilassi continua con farmaci specifici. L’assunzione di farmaci antiaritmici può infatti prevenire per molto tempo la ricomparsa della fibrillazione atriale. La speranza di una guarigione definitiva è oggi riposta nelle procedure di ablazione, ancorché la procedura sia complessa e non esistano ancora dati estesi sulla sua efficacia a lungo termine. Attualmente, sono candidati all’ablazione i pazienti che hanno effetti collaterali con le cure tradizionali o non traggono da queste alcun beneficio.

 

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