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LE VOSTRE DOMANDE  

pagina 3a

LE MIE RISPOSTE

Alessandro Colombo
cardiologo emodinamista intervenzionale
all'Ospedale "Luigi Sacco" di Milano

10

Egregio dottore,

ho 39 anni e sono affetta da LES da 23 anni. Controllato attraverso terapia cortisonica.

Sono stata sottoposta a PTCA con  STENT (per ateromasia critica del ramo coronarico discendente anteriore con angina pectoris da sforzo) 10 giorni or sono La terapia post-angioplastica consigliata prevede l'impiego di

antiaggreganti quali: ticlopidina+aspirina.

Purtroppo dopo pochi giorni ho manifestato subito una tossicodermia evidente da farmaco, imputata alla ticlopidina ed il farmaco mi è stato immediatamente sostituito con PLAVIX, verso il quale però ho nuovamente manifestato lo stesso problema di tossicodermia.

Nulla di inaspettato dice l'allergologo visto che PLAVIX e TIKLID sono entrambe tienopiridine. Sotto consiglio del cardiochirurgo attualmente sto prendendo Clexane T (enoxaparina) + Cardiospirina, con la prospettiva di qui ad una settimana di riprendere PLAVIX+Cardiospirina.

Questa soluzione il mio medico di base  la sconsiglia vivamente poichè teme il ripetersi di manifestazioni allergiche ecclatanti in considerazione del LES (vedi shock anafilattico) e mi consiglia, qualora non vi fossero alternative a PLAVIX o ticlopidina, una loro somministrazione controllata sotto osservazione ospedaliera. Di fronte a tutti queste indicazioni  non  concordi, Le chiedo se esiste una terapia che possa sostituire PLAVIX o ticlopidina e che ugualmente sia in grado di dare le stesse garanzie di sicurezza.

Ringraziandola anticipatamente

Distinti Saluti

Marinella Bruni  28/02/04

Cara sig.ra Marinella,

Nessun trattamento alternativo all'associazione aspirina/tienopiridina è ancora stato validato per la prevenzione della trombosi intra-stent. E' noto che ticlopidina e clopidogrel provocano una dermatite allergica in percentuale non trascurabile, indipendentemente dal LES. Si può però associare empiricamente all'aspirina un altro farmaco ad azione antipiastrinica, come ad esempio il trapidil (Travisco R 1 cp due volte al giorno). Le consiglierei questa scelta, fino a 30 giorni dall'impianto dello stent.

Cordialmente

Alessandro Colombo

Egregio Dottore,

Con questo mio mail volevo semplicemente ringraziarvi per il Vostro sito.
Non ho mai avuto personalmente problemi di cuore, ma nella mia famiglia in molti sono dovuti passare dallo "scoglio" della coronografia, con le relative ansie e paure (per loro e per noi).
Credo che il Vostro sito possa essere di notevole aiuto per chi voglia saperne di più e di conforto per chi vi si deve sottoporre.
Volevo inoltre complimentarmi anche per il modo scelto per l'esposizione; non Vi siete lasciato tentare dall'utilizzo di un linguaggio troppo tecnico, privilegiandone uno di facile comprensione anche per i non esperti in materia.
Grazie ancora e (seppure molto in anticipo) auguri di Buone Feste.
Cordialmente

Carlo Alberto   

Egregio Dottore,

mi chiamo Mauro V. ho 62 anni,mai fumato nè abusato di alcool. Ho trovato il suo sito molto interessante perchè approdabile anche da non esperti. Causa avvertimento oppressioni a  livello toracico,mi sono sottoposto a ECG sotto sforzo che è risultata positiva a possibile ischemia coronarica. Il cardiologo mi ha consigliato di sottopormi ad una coronarografia e leggendo che lei scrive che questo tipo di test non è rischioso se eseguito in centri importanti vorrei conoscere quale è uno di questi a Roma o nei dintorni, se lei mi può consigliare. Inoltre vorrei informazioni sulle alternative alla coronarografia;nel caso l'ischemia non fosse grave,posso ovviare con cure farmacolgiche? La ringrazio anticipatamente. Distinti saluti

Caro sig. Mauro,

se la prova da sforzo è francamente positiva a basso carico di lavoro, la coronarografia è raccomandabile, perchè esiste un'elevata probabilità di malattia coronarica grave e quindi un chiarimento della situazione è imprescindibile. Se la prova è invece positiva ad un carico di lavoro piuttosto elevato, la malattia coronarica può non essere grave e la coronarografia è consigliabile ma non indispensabile. Dove rivolgersi per la coronarografia? In generale è opportuno scegliere centri con un volume di lavoro elevato. Esiste una relazione certa tra l'esperienza specifica (ovvero la quantità di procedure effettuate) e la qualità delle stesse. Per quanto riguarda altre tecniche di studio della funzione coronarica, le suggerisco la scintigrafia miocardica perfusionale da sforzo.

Cordialmente

Alessandro Colombo

 

Gentilissimo dottore
Ho visitato il suo sito e l'ho trovato molto interessante e facile da comprendere. Ho 42 anni, 10 mesi fa sono stato ricoverato per una sospetta ischemia e dalle varie analisti effettuate (elettrocardiogrammi, ecografie, coronarografia e ultimamente sono stato sottoposto a uno studio elettrofisologico) mi e' stato riscontrato un blocco di branca intermittente e microcardiopatia dilatativa.Quale sono le conseguenze di queste anomalie? Potrei avere qualche informazioni piu' dettagliate in merito? La ringrazio anticipatamente e le invio i mieri migliori saluti.

 

La miocardiopatia dilatativa è una malattia caratterizzata dalla diminuzione della forza contrattile del muscolo cardiaco: essa può essere dovuta ad una grave alterazione delle arterie coronariche o può essere indipendente dalle coronarie. La conseguenza principale della miocardiopatia dilatativa è la mancanza di respiro (dispnea) durante sforzo. Un'altra conseguenza possibile è l'instabilità elettrica del cuore e questo probabilmente è il motivo per cui Lei è stato sottoposto ad uno studio elettrofisiologico.
Informazioni più dettagliate possono derivare solo da un'accurata visita medica.
Cordialmente
Dr. Alessandro Colombo

Egregio Dottore,

devo sottopormi a coronarografia, ho 72 anni e soffro di insufficienza renale per cui mi sottopongo a dialisi 3 volte alla settimana, quali possono essere i rischi nel mio caso?

Grazie per la risposta Alberto.

Il mezzo di contrasto utilizzato per effettuare la coronarografia può essere tossico per i reni. Una persona che si sottopone alla dialisi non deve però temere possibili danni renali, visto che la sua funzione renale è quasi assente e quindi non può essere ulteriormente danneggiata.

Dr. Alessandro Colombo

Egregio Dottore,

Mio marito, età anni 42, accanito fumatore, con familiarità per cardiopatia (madre), peso 82 kg. su 1,78 di altezza, piuttosto sedentario, con propensione ad elevati livelli di colesterolo LDL (270 circa), a seguito di un periodo di pesante stress e di una influenza, è stato colpito in data 24/12 da ima inferiore, peraltro di modesta portata. (valore max CPK 520). La prova sotto sforzo eseguita dopo 7 giorni (peraltro solamente al 60% per esaurimento muscolare) è stata negativa. La coronarografia eseguita in data 9/1 non ha evidenziato lesioni significative alle coronarie; tuttavia è risultata una stenosi del 30% alla coronaria destra sulla prossimale. Il medico che ha eseguito la coronarografia ha riferito che l'infarto è stato provocato da uno spasmo. Secondo lei è verosimile tale diagnosi o non è stata piuttosto la stenosi alla coronaria destra a provocare l'infarto? Ho letto che stenosi di tale portata non vengono considerate clinicamente significative. E' vero? Ed allora se così è perchè si è verificato l'infarto? Che tipo di controlli futuri è necessario eseguire per evitarne l'aggravamento? E' possibile ipotizzare un miglioramento della stenosi? Attualmente mio marito assume 1/2 compressa di Tenormin al giorno e 1/2 compressa Ascriptin al giorno, oltre ad una di zantac. Cosa dovrà fare mio marito in futuro per evitare il ripetersi di episodi ischemici, a parte l'astensione assoluta dal fumo e una dieta ipolipidica? Le sarò grata se vorrà rispondere al mio indirizzo di posta elettronica. La ringrazio e le porgo cordiali saluti.

Maria Grazia

Cara signora,

un infarto cardiaco si verifica per occlusione improvvisa di un'arteria coronarica. Ciò che occlude l'arteria è - nella maggior parte dei casi - un coagulo (o "trombo") che si viene a formare in un punto in cui la parete dell'arteria è  alterata. Si tratta di una degenerazione più o meno profonda e più o meno estesa della normale struttura elastica della parete dell'arteria ed è uno stato correlato con i livelli di colesterolo e con il fumo, oltre ad essere una malattia con importante componente ereditaria. Il grado di stenosi che questa degenerazione arteriosa comporta non è sempre marcatissimo ed è possibile che un coagulo si venga a formare su di un restringimento degenerativo piuttosto limitato.

Nel caso di suo marito, è possibile che un trombo coronarico abbia occluso la coronaria destra e si sia poi risolto spontaneamente (o grazie a terapia: gli è stato forse somministrato un farmaco trombolitico?) in breve tempo.

E' possibile che vi sia stato un contemporaneo fenomeno di vasospasmo, cioè di costrizione transitoria della muscolatura della parete arteriosa.

Stenosi del 30% non vengono consideratre clinicamente significative, come lei ha appreso, e quindi non sono oggetto di interventi coronarici.

Lei mi chiede come prevenire nel modo migliore futuri eventi ischemici. Mi sembra utile escludere uno stato di trombofilia, vale a dire una propensione congenita alla formazione di trombi nei vasi arteriosi o venosi ed un'azione decisa sul colesterolo e sul fumo. Anche l'attività fisica moderata e regolare sembra essere raccomandabile per persone che hanno avuto un infarto.

Dr. Alessandro Colombo

Egregio Dottore,

Le chiedo scusa, non ho domande da farLe, ha già risposto, stasera, con il suo sito, alla mia richiesta di aiuto, nel cercare nel web notizie sulla coronarografia., alla quale mia madre sarà sottoposta lunedì. Le scrivo, dunque, per ringraziarLa per questo Suo impegno preziosissimo nel Web, Lei non immagina quanto sia stato importante per me approdare a questo suo sito, mia madre da mesi accusa problemi al cuore, ha 65 anni circa, due o tre medici cardiologi le hanno cambiato terapia, lei ha reagito molto male al cosiddetto "cerotto" fino a sentirsi male e a non poterlo più applicare. Gli esami fatti hanno rilevato un aneurisma, e, nella mia ignoranza, temo che la coronarografia comporti dei rischi in casi come questo.

Distinti saluti, con gratitudine, 

giuniaross

Buongiorno Dottore,

mi chiamo Marco L. Ho 39 anni e oggi alle 15 devo fare la coronarografia.

Fino a stamattina avevo paura di sentire molto male nel farla, ma ho capito grazie al suo sito che non corro rischi eccessivi.
Lunedi, il Dott. Stefano di Careggi (fi) mi opera alla valvola mitralica per un prolasso di grado severo con rigurgito importante.
Speriamo bene,...............buon lavoro e grazie delle preziose
informazioni che ci ha dato.

marco l.

Egregio Dottore,

le scrivo per sapere qualche informazione circa questo esame che mio padre dovrà affrontare a fine di questa settimana, e inoltre per avere qualche rassicurazione visto che sono molto preoccupata, spero inoltre di poter ricevere una sua risposta prima di questo esame.

Mio padre ha 52 anni, non ha mai avuto nessun problema di salute, pratica attività subaquea da almeno sette anni, ogni visita sportiva è sempre andata al meglio, questa volta invece, non gli hanno rilasciato l'idoneità per problemi cardiaci sotto sforzo, nella cartella si parla di sottoslivellamento. Il medico le ha consigliato di svolgere degli esami, tra cui elettrocardiogramma che solo sotto sforzo mostra problemi, ecocardiogramma che è risultato normale e non ci sono problemi, ed ora ha esami di controllo colesterolo, glicemia, una radiografia al torace, e per l'appunto la coronarografia. Mi sono un po' documentata su internet, fino a quando ho trovato questo sito, mi ha rassicurato molto, ma per stare forse più serena mi farebbe piacere avere una sua risposta in merito, su questo singolo caso. Secondo lei può affrontare questo esame senza aver paura dell'esito? Mio padre lavora regolarmente, non ha mai avuto problemi di nessun genere. Fuma molto, 25/30 sigarette al giorno, e penso anche che abbia un alimentazione sbagliata, molto grassa, visto che svolge una vita abbastanza sedentaria.

Questo è tutto, spero di essere stata chiara il più possibile e di averLe spiegato tutto al meglio.

La prego di farmi avere una risposta, sono molto preoccupata, se questo esame può anche dimostrare che non vi è alcun problema.

La ringrazio anticipatamente.

A presto Ylenia S.

Cara Ylenia,

Se effettuata in un centro di alto livello, la coronarografia è oggi un esame sicuro, da effettuare senza timore. Dagli elementi che lei mi presenta posso ricavare un'impressione: come molte persone che hanno fumato parecchio, suo padre potrebbe avere una "malattia" coronarica, ovvero un certo numero di restringimenti delle sue arterie coronariche. Un quadro preciso di questi presunti restringimenti è possibile solo con la coronarografia.

Ma perchè è utile indagare questi restringimenti? Perchè questi sono i siti potenziali di un'occlusione improvvisa di una coronaria e l'occlusione coronarica provoca l'infarto. Nella cardiologia di oggi si è affermata una precisa tendenza: se vi sono dei restringimenti significativi è indicato un intervento per renderli innocui. Gli, interventi sono due: l'angioplastica coronarica ed il by-pass. Il primo è un intervento che si svolge generalmente in pochi minuti al termine della coronarografia stessa, utilizzando gli stessi cateteri e senza anestesia, mentre il secondo è un vero e proprio intervento chirurgico.

Ora, bisogna riconoscere che l'utilità di questi interventi non è sempre indiscutibile: ad esempio non vi sono dimostrazioni che un'angioplastica in una persona che non ha alcun disturbo riduca veramente la probabilità d'infarto o la mortalità. La decisione se sottoporsi o meno ad un intervento richiede quindi esperienza, sensibilità e capacità intuitiva da parte del medico ed è necessario - a mio parere - che vi sia una piena collaborazione del paziente, ovvero che la responsabilità di entrambi sia messa in gioco.

Cordialmente

Alessandro Colombo

Egregio dott. Colombo,

sono una donna di anni 40 e le scrivo da Caserta. Da un pò di tempo accuso

dolori al petto (caratteristiche angine pectoris) in situazioni di sforzo o in momenti di particolare emozione (sono anche ipertesa ed ho ereditarietà

con malattie cardiovascolari sia da parte di madre che di padre).

Ho fatto dei controlli come la prova da sforza (positiva), l' ECG dopo sforzo

la cui diagnosi è stata:fibrosclerosi dell'anulus e della radice aortica; infine mi hanno eseguito la Tomoscintigrafia del miocardio a riposo, il cui risultato è: sostanzialmente regolare la perfusione miocardica; evidente modestissima dilatazione reversibile del ventricolo sinistro. In quella dopo sforzo, invece è risultato: presenza di ipocaptazione del tracciante in sede anteriore; assenza di captazione polmonare del tracciante. Come diagnosi conclusiva hanno segnalato: quadro scintigrafico compatibile con presenza di ischemia reversibile nella sede segnalata. Infine, in questi giorni, sono andata in ospedale (a Caserta) dal prof. Mascia, il quale mi ha consigliato vivamente di eseguire la coronografia ed eventualmente l'angioplastica.

Le chiedo scusa se le tolgo molto tempo, ma le sarei molto grata se mi potrebbe dare un consiglio e un suo parere personale.

La saluto con stima e ammirazione per il suo grande contributo.

Annamaria

Cara signora Annamaria,

la coronarografia oggi è un esame di routine, che puo' essere affrontato in un centro serio senza preoccupazioni. La vera questione è come utilizzare le informazioni della coronarografia. Le eventuali alterazioni coronariche (restringimenti che diminuiscono il flusso sanguigno al muscolo cardiaco) devono essere trattate con angioplastica o con la chirurgia (by-pass) o è meglio puntare su una cura farmacologica? Qui si apre una discussione in cui medico e paziente devono giungere insieme a scegliere e poi verificare nel tempo la terapia più opportuna e condivisa. E' lo spazio della libertà e della responsabilità di entrambi.

Cordialmente

Alessandro Colombo

 

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