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Se la stenosi non si riduce sufficientemente dopo uno o più gonfiaggi, si procede all’impianto di uno stent. Lo stent è un sottilissimo cilindretto metallico che viene montato su di un pallone da angioplastica. Quando è montato si trova piegato su se stesso, in modo da occupare il minor spazio possibile. Il pallone con uno stent montato è poco più grande del solo pallone e solo leggermente meno flessibile. Per impiantare uno stent, si avanza il pallone sul quale esso è montato sino al punto prescelto dell’arteria coronarica. Una volta sicuri della posizione, si gonfia il palloncino, determinando così l’apertura dello stent, che assume la sua forma cilindrica e va ad appoggiarsi alla parete dell’arteria. Una volta sgonfiato il palloncino, lo stent mantiene la forma conferitagli dal pallone, grazie alla sua struttura metallica e quindi garantisce un’efficace dilatazione del vaso. Le figure qui sotto mostrano quello che accade durante un’angioplastica. Vedete nella figura 1 un’arteria coronarica con un restringimento. Nella figura 2 compare un pallone che viene posizionato, sgonfio, a cavallo del restringimento. Il pallone viene quindi gonfiato nel punto ristretto (figura 3) e viene poi sgonfiato per essere estratto dalla coronaria (figura 4). Il risultato dell’operazione è mostrato dalla figura 5: il dannoso restringimento si è ridotto di molto. |
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