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LA CORONAROGRAFIA SENZA PAURA 2

                Come si svolge la coronarografia?
Un sottilissimo catetere, ovverosia un tubicino di materiale plastico di diametro inferiore ai 2 millimetri e della lunghezza di un metro, viene inserito in un’arteria, generalmente l’arteria femorale (1) o quella radiale (2). L’inserimento di questo catetere è quasi indolore: possiamo paragonarlo ad un prelievo di sangue. Infatti – ancorché il catetere abbia un diametro maggiore rispetto all’ago del prelievo di sangue – prima della coronarografia si effettua un’anestesia locale che rende minimo il disturbo della puntura. Una volta inserito nel sistema arterioso, il catetere viene fatto avanzare sino all’origine delle arterie coronariche. Il movimento del catetere non viene minimamente avvertito dal paziente. Allorché la punta del catetere arriva all’imbocco dell’arteria coronarica, si inietta attraverso di esso una certa quantità di mezzo di contrasto, una sostanza ricca di iodio che permette di effettuare un filmato con un apparecchio radiologico. Anche l’iniezione di mezzo di contrasto nella coronaria è completamente indolore. Il mezzo di contrasto stesso è un farmaco completamente sicuro: solo persone che hanno una seria malattia renale possono avere un peggioramento della loro funzione renale dopo una coronarografia e solo se la coronarografia richiede l’uso di una larga quantità di mezzo di contrasto. Una volta completato il film delle coronarie, il catetere viene ritirato e si effettua una breve compressione dell’inguine o del polso per consentire l’emostasi. Tutto l’esame dura dai 10 ai 20 minuti. Se la coronarografia viene effettuata dall’arteria radiale, ci si può alzare dal letto subito dopo aver sfilato i cateteri; se invece viene effettuato dall’arteria femorale è necessario restare a letto per 12 ore. L’arteria femorale, infatti, è situata in profondità nell’inguine e un suo sanguinamento dopo il cateterismo puo passare inosservato ed essere anche cospicuo. Il riposo a letto serve a ridurre al massimo i movimenti e le sollecitazioni sull’arteria, che possono favorire il sanguinamento nelle prime ore dopo il cateterismo.

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Potete vedere, nella figura sopra, una tipica immagine di un’arteria coronaria normale come appare durante una coronarografia. Quello che vediamo è il lume interno della coronaria, lo spazio dove passa il sangue. Esso è visibile grazie al mezzo di contrasto.

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