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ANGIOPLASTICA CORONARICA 3

Ed ecco la stessa operazione vista con le immagini della coronarografia.

 

Il restringimento dell’arteria sul quale verrà effettuata l'angioplastica è segnalato da una freccia (figura 1); un pallone viene portato a cavallo della stenosi e qui gonfiato, ma la placca che riduce il lume dell’arteria non cede immediatamente alla pressione del pallone (figura 2). Prolungando convenientemente la durata del gonfiaggio o aumentando gradatamente la pressione, ecco che il pallone può essere completamente gonfiato e la stenosi viene dilatata in tutta la sua lunghezza (figura 3). A questo punto il pallone viene sfilato e compare l’aspetto dell’arteria “guarita”: il restringimento non è più visibile (figura 4).

clicca sulle foto per ingrandirle

                

               fig.1                          fig. 2                          fig. 3                         fig. 4

Vediamo quel che succede quando uno stent viene impiantato dentro un’arteria coronarica. Osserviamo nella prima figura un’arteria con un tratto alterato e ristretto, in corrispondenza del quale viene portato uno stent.Nella seconda figura lo stent, viene espanso gonfiando il pallone sul quale esso si trova montato. Infine, terza figura, il pallone viene ritirato e lo stent resta in sede come un’impalcatura capace di mantenere dilatata l’arteria.

                              fig. 1                       fig. 2                      fig. 3

  

Nei fotogrammi che seguono vediamo le stesse cose come le osserva il medico che compie un intervento, grazie alle immagini prodotte dai raggi X. Vediamo dapprima il punto ristretto (figura 1), poi il gonfiaggio del pallone sul quale è montato lo stent (figura 2) ed infine il risultato dell’impianto: il pallone è stato sfilato e l’arteria ha assunto un calibro pressoché normale, grazie allo stent metallico che la mantiene perfettamente dilatata (figura 3).

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